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WORLD REFUGEE DAY LIVE

Avatar Content Creator | Giugno 21, 2015

Si è tenuto sabato 20 giugno l’evento di tre artisti della scuderia Joe&Joe in scena al World Refugee Day live, presso l’Ippodromo del Visarno, a Firenze. WORLD REFUGEE DAY LIVE è una produzione Le Nozze Di Figaro. UNHCR presenta il concerto, in collaborazione con Publiacqua e Water Right Foundation, con il sostegno della Regione Toscana e il contributo di Unicoop Firenze. Partner tecnici Busitalia e Ataf. Con il patrocinio del Comune di Firenze. UNHCR ringrazia Le Nozze di Figaro srl – l’Assessorato alla Cooperazione e relazioni Internazionali del Comune di Firenze – Assessorato al Welfare e Sanità, Accoglienza e Integrazione, Pari Opportunità, Casa del Comune di Firenze, IED Firenze – IGP Decaux – Sicrea.

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In occasione di questo grande evento nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di oltre 50 milioni di persone nel mondo costrette a fuggire a causa di guerre, discriminazioni e violazioni dei diritti umani, Francesco Pannofino, Enrico Ruggeri e Giulia Pratelli si sono esibirati alternandosi ai numerosi altri artisti in scena interpretando brani tratti dalle loro recenti produzioni. Francesco Pannofino, da anni testimonial dell’organizzazione UNHCR, è stato anche il conduttore della lunga giornata musicale insieme a Valentina Petrini , e si esibito in veste di cantautore accompagnato da Lino Rufo e Yuki Rufo alle chitarre, proponendo Ciak, il singolo tratto dal suo primo album in uscita il primo luglio Io vendo le emozioni, un racconto musicale di 12 brani in cui si concerta di amore, amici, ricordi, figli, storie di cinema e teatro che conferma la sua vena cantautoriale tenuta segreta per anni ed ora esplosa in un disco, arrangiato da Lino Rufo e Marco Adami nel quale si vivono e comunicano le emozioni di un uomo curioso e attento che vive la sua professione e la sua esistenza a 360 gradi, fortemente a contatto con gli altri, non sprecando neanche un secondo. Francesco ha completato il set con altri due brani tratti dall’album, Io vendo le emozioni e Sequestro di Stato, prima di passare il testimonial ad Enrico Ruggeri. Enrico Ruggeri, fatta salva una possibile condivisione del palco con Pannofino, ha presentato tre brani scelti dal suo fastoso canzoniere, privilegiando quelle inserite nel suo ultimo doppio Cd intitolato Pezzi di vita. Infine si esibita la giovanissima dell’etichetta, Giulia Pratelli, cantautrice toscana già notata e apprezzata da artisti del calibro di Fiorello, Marco Masini, Grazia Di Michele ed Enrico Ruggeri si è esibita in dialetto pisano insieme a Tommaso Novi in Sott’Arno stasera, un brano scritto da Tommaso e già contenuto nell’album Struscioni de I Gatti Mézzi, interpretato in una versione a metà tra swing, pop e canzone d’autore giocata sul corteggiamento scherzoso di una coppia amorosa. Sul palco del World Refugee Day Live si alternati anche altri big italiani come Elisa, Piero Pelù, la Bandabardo, Brunori SAS ed artisti toscani a sostegno dei rifugiati come i Virginiana Miller, Street Clerks, Cecco e Cipo, Appino, i Gatti Mézzi, Francesco Guasti, cantautori come Dimartino e Diodato, oltre a Naomi Berrill. Jaka e Ghiaccioli e Branzini hanno movimentato la serata con i loro djset e Sandro Joyeux, artista patrocinato dall’UNHCR, porterà sul palco le influenze mediterranee della sua musica. Altri partecipanti all’evento sono stati : Alessandro Gassmann, Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNHCR e autore del documentario Torn, un viaggio tra gli artisti siriani rifugiati in Giordania e Libano, del quale è stato presentato in anteprima un estratto. Simbolo del concerto è stata la chitarra “Mare di mezzo”, realizzata dal liutaio cortonese Giulio Carlo Vecchini con il legno derivante dai barconi naufragati a largo di Lampedusa. Come ci ha detto Carlotta Sami portavoce UNHCR per il Sud Europa: “È stato un segnale dirompente quello di Firenze e da tutta la regione Toscana che conferma la sensibilità e la disponibilità a fare qualcosa di concreto per chi è costretto ad abbandonare tutto e fuggire dalla propria terra perchè restare significherebbe morire. Sono oltre 50 milioni le persone che nel mondo sono costrette a fuggire. Il nostro concerto ha voluto lanciare un messaggio di accoglienza attraverso la musica, vuole raccontare i viaggi che tanti esseri umani affrontano nella speranza di trovare un posto da chiamare casa e poter vivere in condizioni dignitose per ricominciare la propria vita da zero”. E’ stata una speciale occasione per entrare in contatto con le storie dei rifugiati e dei richiedenti asilo, ascoltare le loro testimonianze e vedere le loro storie grazie ai contributi video che si sono alternati sul palco con le esibizioni degli artisti.


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