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Il tacco, storia dell’accessorio di bellezza più importante

Avatar Content Creator | Marzo 3, 2015

 

 

 

tacchi

L’accessorio di cui oggi voglio parlarvi è la scarpa con il tacco. In questo articolo vi spiegherò quando indossarla e come abbinarla, ma prima di ciò vi introduco un po’ nell’ argomento .

Il tacco, viene introdotto per dare maggiore stabilità ai cavalieri sulle staffe durante le battaglie, nel secolo II d.C. in Persia. Successivamente intorno al 1350 d.C. compare in Turchia e in Ungheria. Attorno al 1605, la presenza dei tacchi nei primi listini prezzi testimoniano la loro diffusione in Europa; dove la funzione era puramente estetica, con lo scopo di far apparire le persone più alte. Mentre nell’ epoca Barocca trova la sua massima espressione per altezza e decorazioni, agli inizi del XIX secolo perde importanza a favore di scarpe di seta prive di tacco. Il tacco ebbe ben presto grande successo, non solo tra le signore; alla corte di Luigi XIV nacque il “tacco Luigi” largo alla base e rientrante verso l’ alto. Il re sole amava personalizzare le sue scarpe col tacco con decori raffiguranti scene di battaglia. Il primo uso nelle donne secondo le varie teorie : è stato utilizzato da Madame de Pompaduor, Monna lisa, e da Caterina de Medici nel 1533 , che li avrebbe indossati in occasione delle sue nozze con il Duca di Orleans. I tacchi divennero status symbol nell’ Europa dei secoli XVII e XVIII, erano indossati esclusivamente dai membri delle classi più abbienti. Le donne calzavano scarpette dalla punta leggermente rialzata, pantofole e ciabbattine con il tacco a punta aguzza.

Con la rivoluzione Francese, in particolare, fu eclissato da una calzatura piatta, più essenziale e più utilitaria, ma ritorno, con grande entusiasmo, in prima linea intorno alla meta del XIX secolo. Le donne all’ inizio del  secolo privilegiarono scarpe comode e resistenti, ma verso la fine degli anni ’20 cominciarono a spopolare i sandali a tacco alto. Con la  creazione della minigonna nei primi anni ’60, il tacco a spillo fu messo anche negli stivali che migliorano l’aspetto delle gambe nude; ma con l’ avanzare del movimento femminista che vedeva il tacco a spillo come indicatore di costrizione, sottomissione e che rendeva la donna uno stereotipo sessuale degli uomini, i tacchi diventano più bassi, grossi e si fece presto a sostituirli con le scarpe a punta quadrata. Negli anni ’70 si fece popolare la zeppa, questo fu un periodo di piena sperimentazione in tutti i sensi, incluso anche la moda; la sottocultura dei movimenti giovanili si contendevano l’ attenzione del pubblico vestendo in modo eccentrico, con colori psicodelici e prendendo spunto dalle forme del passato. Un esempio di questo futuro furono i Punk, che introdussero, almeno nel loro cerchio, il tacco a spillo. Negli anni ’80 furono interessati  dalla repulsione del femminismo verso la moda che cominciò ad attenuarsi verso l’idea che le scarpe con il tacco alto non erano semplici oppressori, ma potevano fornire alla donna piacere nell’ essere guardata e ammirata. Gli anni ’90 seguono la tendenza degli anni ’80, ma con modelli sicuramente più discreti e semplici perché era arrivato il minimalismo.

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Al giorno d’oggi il tacco viene utilizzato o per scopo pratico o per scopo estetico , il primo lo ritroviamo prevalentemente nelle calzature da uomo e può essere di diversi tipi : simmetrico, a ferro di cavallo, asimmetrico e a trapezio che si suddivide in trapezio a base larga utilizzato per le scarpe sportive e a base stretta utilizzato per le scarpe eleganti a punta .Il tacco da uomo però non deve superare i 3 cm, abbiamo un aumento di questa lunghezza solo negli stivali ”da cowboy” o in casi particolari .Le donne utilizzano il tacco principalmente per scopo estetico, perché, com’è risaputo snellisce il polpaccio e conferisce maggior armonia alle gambe; è di misura variabile dai 4cm ai 17-18 cm anche se spesso questa  misura viene superata. Il tacco viene usato per qualsiasi occasione importante o non,  anche se è preferibile indossare il tacco a stiletto per occasioni importanti e lasciare il tacco wedges o più comunemente zeppa ed il tacco quadrato per uso quotidiano.Non c’è una regola ben precisa per scegliere la lunghezza del tacco ma bisogna tener conto della propria duttilità nel portarli altrimenti si rischia di sembrare impacciati. Quando indossate vestiti da colori vivaci o con fantasie dovete utilizzare scarpe molto semplici perché come si dice il troppo storpia , se invece indossate un abito scuro o poco lucente bisogna creare luminosità con le scarpe quindi utilizzatene un paio sfavillante o un paio di color acceso ad esempio rosso , fuxia , giallo ecc. con qualche piccolo dettaglio .Secondo me l’abbinamento migliore si ottiene con un pantalone o se preferite un jeans , una camicia con giacca abbinata e scarpe col tacco a stiletto… cosi’ avrete un outfits perfetto per qualsiasi occasione e di sicuro non rischierete di essere fuori luogo o “ out”.

xxbv

Ilaria Carcieri & Anna Gillini


Written by Content Creator


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